Stato-milano-provincie-confinanti-della-parte-orientale-6cbdaf12-a352-45e7-a384-5d0dc2d09895
  • Librería: Libreria Trippini Sergio (Italia)
  • ILAB-LILA Member
  • Año de publicación: 1796
  • Sugetos: Italia settentrinale
  • Dimensiones: mm 435x610
  • Peso del envío: 500 g

Notas Bibliográficas

Carta dell’Italia settentrionale il cui modello cartografico è rappresentato dalla carta dello Stato di Milano e Provincie Confinanti dalla Parte Orientale disegnata nel 1703 da Giulio Carlo Frattino ed incisa da Simone Durello. Per l’epoca questa carta della regione lombarda, aveva rappresentato un buon passo in avanti nell’evoluzione della rappresentazione del territorio. Priva di margine graduato, rispetto alla produzione precedente, in essa era “notevolmente migliorata la resa dei rilievi per mezzo di ombreggiature; accanto alla rete idrica è inoltre presente la rete delle strade principali diramata per tutti i territori confinanti dal mar Ligure all’Adriatico; v’è infine una buona indicazione dei confini.”. (Pirovano 1983: p. 96)La carta del Frattino era ricercata dall’amministrazione austriaca, che dal 1706 era succeduta al governo del dominio spagnolo in Lombardia, in quanto aveva la necessità, per ragioni amministrative, oltre che militari, di ottenere una carta del territorio la più corretta possibile. Questa carta peccava però nella raffigurazione del confine con il Piemonte in cui buona parte del territorio piemontese è occupato da un decorativo cartiglio con iscritto un avvertimento per il lettore. Scarse sono le notizie di questo autore, il quale con ogni probabilità “apparteneva al gruppo di quei funzionari militari, ai quali dobbiamo alcune carte particolari, che erano incaricati di raccogliere notizie di prima mano sui territori in cui operare e che mettevano a frutto le notizie rilevate disegnando una propria carta.”. (Davoli-Sanfelici 2003: p. 108) Questo viene confermato nel cartiglio della Descritione di parte del Piemonte e Monferrato, pubblicata a Milano nel 1704, che andava ad integrare la precedente del 1703, in cui si legge “Delineata per serviggio della Comissaria Gener.le dell’Esercito di S. M. Cat.ca da Giulio Carlo Frattino Offitiale della medema”. Per quanto riguarda l’origine della presente carta possiamo considerare quanto ipotizzato da Davoli-Sanfelici per la carta di Frattino. Il primo stato della carta venne realizzato a Milano nel 1733, all’inizio dell’occupazione francese-sabauda dello Stato di Milano che durerà tre anni. L’incisione riporta la firma dell’autore, Gaetano Bianchi e nel grande cartiglio in basso a destra la dedica a Louis des Moulins de l’Isle, Marquis de l’Isle, che ricopriva la carica di Commandant des Trouppes Confédéreés a Milan. Poco o nulla si sa del Bianchi che si firma tres humble tres obeissant et tres fidele serviteur e che molto probabilmente poteva essere un funzionario militare come era stato Frattino.La prima campagna d’Italia (1796-1797) vide il ritorno dei francesi, portatori dei nuovi valori rivoluzionari, nella città di Milano e proprio in questo periodo vennero effettuate delle sostanziali modifiche al rame che determineranno la nascita di questo secondo stato di cui si conosce un altro esemplare conservato presso la Civica Raccolta di Stampe Achille Bertarelli. Le modifiche furono volte a cancellare ogni legame del territorio con l’ancien régime, in particolare: venne modificato il decorativo cartiglio che si trova nell’angolo in basso a destra con abrasione della dedicatoria al Marquis de l’Isle e conseguentemente anche il nome dell’autore della carta, cosicché nello spazio venutosi a creare si poté procedere con l’inserimento della scala grafica in Miglia Milanesi. Nel decorativo cartiglio nell’angolo in alto a destra venne abraso lo stemma araldico dello Stato di Milano, altro legame con il passato, e la data modificata in 1796; dal punto di vista cartografico la modifica più importante è il completamento del disegno cartografico dell’Italia settentrionale con la raffigurazione del Piemonte sino a Torino. Infine, particolare di non poco conto ed estremamente “moderno”, nel cartiglio in basso a destra, venne inserito un elmo greco, simbolo del nuovo ordinamento democratico.La carta si presenta applicata su tela a stacchi.BibliografiaArrigoni-Bertarelli 1930: n 817; Pirovano 1983: p. 96; Davoli-Sanfelici 2003: p. 108; Valenti-Valerio 2010: p. 84

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