Considerazioni-sopra-notizia-degli-accademici-lincei-9e91bbf8-2fdd-4fac-9414-a7495946c7f6

Notas Bibliográficas

VANDELLI, Domenico / FABER, Giovanni (ma CESI, Federico) Considerazioni sopra la notizia degli Accademici Lincei / Praescriptiones Lynceae Modena, Soliani, 1745 rilegato con Risposta di Ciriaco Sincero modenese..., (Modena, Soliani), 1746-47, pp. 232, 1 tav. f.t. con 1 tavola fuori testo incisa all'acquaforte raffigurante quattro telescopi. Lettera seconda, (Modena, Soliani), 1746. Cartonato settecentesco. La seconda lettera della ‘Risposta di Ciriaco...’ è rilegata nell’insieme, con numerazione a sé (e diversa impaginazione): si ritrova regolarmente, poi, nel testo della “Risposta…”. Le “Considerazioni…” includono una ristampa, con frontespizio proprio e numerazione continua, delle “Praescriptiones Lynceae”, del 1624 (Terni, Guerreri). Raro e composito insieme di opere, in prima edizione: Domenico Vandelli, eclettico studioso modenese, parte da una sua diatriba con il medico riminese Giovanni Bianchi e ne approfitta per estendere, in entrambi i lavori, un vasto numero di disquisizioni su vari argomenti di natura scientifica, storica, linguistica e letteraria. L’argomento più diffuso, nell’arco delle pagine di entrambe le opere, è l’astronomia e ancor più in particolare l’ottica, con lunghe e puntuali disquisizioni sulle scoperte di Galileo (in ambito astronomico e non solo), e sulla cronologia di invenzione legata al telescopio. Le “Considerazioni” prendono le mosse da una polemica con Bianchi, colpevole fra le altre cose di aver omesso Alessandro Tassoni dall’elenco dei Lincei, per poi stilare una sommaria storia dell’Accademia, fin dalla sua fondazione, compresa quella di alcune invenzioni dovute ad accademici stessi; proprio qui il libro prende corpo e dettaglio, in particolare nella storia, che sarà definita “bella ed erudita” anche dal suo stesso rivale Bianchi, dei progressi dell’ottica, argomento nel quale Vandelli appare versato, come confermato anche dal testo della “Risposta”, rilegato più avanti. Spicca, anche e soprattutto sul piano bibliografico, la decisione di ristampare, con frontespizio proprio ma numerazione continua alle “Considerazioni”, un libro raro, già dai contemporanei considerato perduto, come conferma Bianchi successivamente: “Queste sono delle Prescrizioni Accademiche, non vedute dal Sig. Bianchi, quando distese la sua Notizia de’ Lincei, anzi date da lui per perdute, o sepolte ne’ ripostigli degli archivj” – si legge nella prefazione a (BIANCHI), “Raccolta di scritture mediche…”, Venezia, Pitteri, 1749. Il libretto in questione è Praescriptiones Lynceae accademiae (Terni, Guerreri, 1624): si tratta del primo documento programmatico mai stampato intorno all’Accademia dei Lincei e quindi, più in generale, del più antico libro di regole sulla prima accademia scientifica (in senso moderno) della storia. La cura del libro è attribuita all’allora segretario, Giovanni Faber, ma la stesura è concordemente attribuita a Federico Cesi; si veda il catalogo della mostra “L’Accademia dei Lincei e la cultura europea nel XVII secolo”, Roma, Accademia dei Lincei, 1991 in cui il volume del’24 (esposto in quell’occasione) è così descritto: “Le Praescriptiones, variamente attribuite dagli storiografi al de Filiis, al Winther e al Faber, sono da ritenersi opera del Cesi, come il confronto con il resto delle ‘Costitutioni’ inviate a Galileo dimostra. Diversificandosi dal Linceografo, solo in minima parte appolicato a causa della sua complessità, esse furono il concreto regolamento dell’Accademia definendone la specificità nei confronti delle coeve accademie letterarie”. Di fatto l’edizione del Vandelli è un’anastatica ante litteram che ricalca anche nel frontespizio (con alcuni ammodernamenti) l’edizione originale da lui rintracciata nella Biblioteca Barberini (e oggi in possesso della Biblioteca Vaticana, nell’unica copia registrata che si conosca). Di seguito l’autore decide anche di pubblicare l’elenco degli accademici al 1625, specificando di averlo trovato “scritto a penna nel fine del libro”: si tratta dunque, in questo caso della prima stampa del primo elenco degli Accademici dei lincei mai prodotta: la curiosità e l’originalità di questa vicenda bibliografica concorre, per interesse, col contenuto dei testi stessi. Di stesso tenore, ma di volume estremamente più ampio, è la “Risposta di Ciriaco Sincero modenese” che troviamo rilegata di seguito (dopo la curiosa intersezione di una “Lettera seconda”, con numerazione, segnature e colophon autonomi, il cui testo si ritrova integralmente nella “Risposta”, inclusa nella legatura subito dopo). Il titolo, per esteso, suona “Risposta di Ciriaco Sincero modenese ad una parte della lettera del signor Simone Cosmopolita scritta ad un suo amico di Firenze sotto il dì 14 di Dicembre dell'anno 1745 intorno alle considerazioni del signor Domenico Vandelli di Modena sopra la Notizia de' Lincei”. Anche qui Vandelli, proseguendo la diatriba col Bianchi, ne deriva di fatto un testo molto ampio e poliedrico sulla cultura scientifica, linguistica e storica dell’epoca: l’opera restituisce più ampiamente di ogni sua altra il carattere di studioso eclettico e appassionato del Vandelli. Particolarmente interessante l’ultima parte della Risposta…, cioè l’ottava lettera, in cui viene resocontato un “viaggio fatto in trenta mesi fuori dell’Italia”, tra il 1725 e il 1728, “in compagnia dell’onoratissimo signor Marchese Alfonso Fontanelli” in cui l’autore visita Austria, Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Germania, resocontando, in alcuni casi molto dettagliatamente, le sue visite a luoghi d’arte, musei, gallerie e biblioteche ma anche a laboratori, scienziati e luoghi significativi o innovativi per l’ingegneria e la tecnica dell’epoca. Vandelli era stato fra le altre cose un ingegnere, con competenze idrauliche che l’avevano portato, ancor prima di questo viaggio, a essere nominato ispettore dei fiumi e delle bonifiche del Ducato Estense: ciò spiega il suo soffermarsi sull’argomento in almeno due punti (nell’arco di un testo nel quale peraltro l’autore è in grado di sintetizzare in una riga gli eventi di due mesi o dedicare quattro pagine a un incontro di un’ora). Il primo racconto descrive la macchina “che fa innalzar l’acqua col fuoco all’altezza di 125 piedi […] piantata sulla sponda sinistra del Tamigi […] invenzione di Mr. Tommaso Savery, che cominciò a darle perfezione nel 1703”. Più avanti nel testo troviamo, a Vienna, la descrizione della “Macchina del signor principe di Sfartzenberg”, altra autoclave di cui Vandelli dà descrizione, proporzioni, e confronto con quella londinese, notando qui la presenza di un galleggiante, una “palla di rame […] di un piede di diametro in una tina, la quale impedisce che la tina non si riempisca d’acqua o trabocchi”. Adiacente a questi interessi per l’idraulica è il resoconto alla visita delle saline di Nancy (p. 123) o ancora l’amena cronaca di un incendio a Londra e delle “Macchine […] da estinguerlo”, obbligatorie al tempo in “ogni parrocchia”. Il viaggio è fitto di visite alle biblioteche, a volte elencate frettolosamente (come quelle parigine, nonostante il protrarsi del soggiorno nella capitale francese proprio per ragioni di studio, cfr. la “biblioteca regia, dove il signor Vandelli si è portato per due mesi continui”, p. 126), altre volte invece descritte con maggior dettaglio bibliografico, come per es. quella dei Gesuiti di Strasburgo (p. 122), dove il bibliotecario mostra ai due visitatori “tutte le Bibie Poliglotte, e il Messale detto ‘Mozarabes’ […] stampato in Toledo nel 1500; o ancora quella di Lord Pembrook dove videro il ‘Decor puellarum’ del 1461 in 8°” (l’autore trascura di rammentare che il libro è in realtà del ’71). Biblioteche e musei spesso coincidono materialmente, come nel caso della visita, sempre in Inghilterra, alla “Biblioteca del celebre Dottore, Medico, e Cavaliere James Sloan” dove fra l’altro, nella sala dedicata ai cimeli di storia naturale “videro un pipistrello dell’America grande quanto un bel cappone”. Gli interessi dell’autore per l’ottica lo portano alla visita di vari telescopi e particolarmente colorito è il resoconto del suo incontro con Edmond incontro con Halley, già da tempo astronomo reale, che “parlava ottimamente l’Italiano” (p. 136). Ottica e telescopi sono del resto uno degli argomenti salienti di Vandelli, e la stessa ottava lettera, conclusosi il lungo resoconto del viaggio e nel corso di esso si dilunga, stavolta sì in maniera particolarmente tecnicistica, sulle proprietà dei diversi telescopi contemporanei, che costituiscono anche l’argomento dell’unica tavola inclusa nel libro, e cioè il disegno schematico, in sezione, proprio di quattro telescopi (descritti, con rimando alle illustrazioni, fra le pagg. 183 e 191). Particolarmente curioso e originale, per concludere, è il resoconto, fatto sempre nei paraggi di Vienna (capitale toccata due volte dal viaggio di Vandelli) della “maniera colla quale i Tedeschi fanno la birra”. Domenico Vandelli, nato a Lavizzano Rangone nel Modenese (1691-1754) contrappose al Bianchi alcune Considerazioni, e diede il compiuto catalogo dei trentadue Lincei. Corresse alcuni errori del Bianchi, il quale, fra le altre cose, voleva il Cesi compositore del Telescopio; ma la principale sua cura fu di provare che Alessandro Tassoni era stato Linceo; il che non era. In calce al suo opuscolo ristampò le Praescriptiones del 1624. Carutti, Breve storia dell’Accademia dei lincei. VANDELLI, Domenico / FABER, Giovanni (but CESI, Federico) Considerations above the news of the Academicians Lincei / Praescriptiones Lynceae Modena, Soliani, 1745 bound with Second Letter, (Modena, Soliani), 1746; and with Answer by Ciriaco Sincero modenese ..., (Modena, Soliani), 1746-47, pp. 232, 1 tav. f.t. with 1 table out of text engraved in etching depicting four telescopes. Contemporary boards. The second letter of the 'Ciriaco's Answer ...' is bound as a whole, with its own numbering (and different layout): it is regularly found, then, in the text of the "Answer ...". The "Considerations ..." include a reprint, with its own title page and continuous numbering, of the "Praescriptiones Lynceae", dated 1624 (Terni, Guerreri). Rare and composite set of works, in first edition: Domenico Vandelli, eclectic Modenese scholar, starts from his diatribe with the Rimini doctor Giovanni Bianchi and takes advantage of it to extend, in both works, a vast number of disquisitions on various topics of nature scientific, historical, linguistic and literary. The most widespread topic, in the arc of the pages of both works, is astronomy and even more particularly optics, with long and precise discussions on Galileo's discoveries (in astronomy and beyond), and on chronology of invention linked to the telescope. The "Considerations" are based on a controversy with Bianchi, guilty among other things of having omitted Alessandro Tassoni from the list of Lincei, and then compiled a brief history of the Academy, since its foundation, including that of some due inventions to academics themselves; right here the book takes shape and detail, particularly in the story, which will be defined "beautiful and erudite" also by its rival Bianchi, of the progress of optics, a topic in which Vandelli appears versed, as confirmed also by the text of the "Answer ”, bound later. The decision to reprint, with its own title page but continuous numbering to the "Considerations" stands out, also and above all on the bibliographic level, a rare book, already considered by the contemporaries to be lost, as Bianchi confirms later: "These are Academic Prescriptions, not seen by the Mr. Bianchi, when he extended his News de 'Lincei, in fact given by him for lost, or buried in the storerooms of archives "- reads the preface to (BIANCHI)," Collection of medical records ... ", Venice, Pitteri, 1749. The libretto in question is Praescriptiones Lynceae accademiae (Terni, Guerreri, 1624): it is the first programmatic document ever printed around the Accademia dei Lincei and therefore, more generally, the oldest rule book on the first scientific academy ( in the modern sense) of history. The care of the book is attributed to the then secretary, Giovanni Faber, but the drafting is jointly attributed to Federico Cesi; see the catalog of the exhibition "The Accademia dei Lincei and European culture in the seventeenth century", Rome, Accademia dei Lincei, 1991 in which the volume of 24 (exposed on that occasion) is described as follows: "Le Praescriptiones, variously attributed by historians to de Filiis, Winther and Faber, they are to be considered the work of Cesi, as the comparison with the rest of the 'Constitutions' sent to Galileo shows. Differentiating from the Lynxographer, only to a small extent appoliated due to its complexity, they were the concrete regulations of the Academy defining its specificity towards contemporary literary academies ". In fact, the edition of Vandelli is an anastatic ante litteram that also traces the original title (with some modernizations) of the original edition he found in the Barberini Library (and today in the possession of the Vatican Library, in the only registered copy known ). Below the author also decides to publish the list of academics to 1625, specifying that he found it "written in pen at the end of the book": it is therefore, in this case, the first print of the first list of academics of the lynxes ever produced : the curiosity and originality of this bibliographical story concur, by interest, with the content of the texts themselves. On the same style, but of an extremely larger volume, is the "Answer of Ciriaco Sincero modenese" which we find bound below (after the curious intersection of a "Second letter", with independent numbering, signatures and imprint, the text of which is found fully in the "Answer", included in the binding immediately after). The title, in full, sounds “Ciriaco Sincero Modenese's response to a part of the letter of Mr. Simone Cosmopolita written to a friend of his in Florence on the day of December 14 of the year 1745 around the considerations of Mr. Domenico Vandelli of Modena over the News from the Lincei ". Here too Vandelli, continuing the controversy with Bianchi, derives in fact a very broad and multifaceted text on the scientific, linguistic and historical culture of the time: the work more than any other restores the character of Vandelli's eclectic and passionate scholar . Particularly interesting is the last part of the Answer ..., that is, the eighth letter, in which a "trip made in thirty months out of Italy", between 1725 and 1728, "in the company of the highly honored Mr. Marchese Alfonso Fontanelli ”In which the author visits Austria, France, England, Belgium, Holland, Germany, reporting, in some cases in very detail, his visits to places of art, museums, galleries and libraries but also to laboratories, scientists and significant places or innovative for the engineering and technology of the time. Among other things, Vandelli had been an engineer, with hydraulic skills that had led him, even before this trip, to be appointed inspector of the rivers and reclamations of the Estense Duchy: this explains his dwelling on the subject in at least two points (within a text in which, moreover, the author is able to summarize the events of two months in a row or to dedicate four pages to a one-hour meeting). The first story describes the machine "which raises the water with fire to a height of 125 feet [...] planted on the left bank of the Thames [...] invention of Mr. Tommaso Savery, who began to give it perfection in 1703". Further on in the text we find, in Vienna, the description of the "Machine of Mr. Prince of Sfartzenberg", another autoclave of which Vandelli gives description, proportions, and comparison with the London one, noting here the presence of a float, a "copper ball [...] of a foot in diameter in a vat, which prevents the vat from filling up with water or overflowing ". Adjacent to these interests for plumbing is the report on the visit to the Nancy salt pans (p. 123) or the pleasant report of a fire in London and the "Machines [...] to extinguish", mandatory at the time in "every parish". The trip is full of visits to libraries, sometimes hastily listed (like the Parisian ones, despite the protracted stay in the French capital precisely for study reasons, see the "royal library, where Mr. Vandelli went for two continuous months ", P. 126), other times instead described in greater bibliographical detail, such as that of the Jesuits of Strasbourg (p. 122), where the librarian shows the two visitors "all the Polyglot Bibles, and the Missal called" Mozarabes "[...] printed in Toledo in 1500; or even that of Lord Pembrook where they saw the 'Decor puellarum' of 1461 in 8th "(the author neglects to remember that the book is actually from ‘71). Libraries and museums often coincide materially, as in the case of the visit, always in England, to the "Library of the famous Doctor, Doctor, and Knight James Sloan" where, among other things, in the room dedicated to the relics of natural history "they saw a bat of the America as big as a nice capon". The author's interests in optics led him to visit various telescopes and particularly colorful is the account of his meeting with Edmond meeting with Halley, a long time ago real astronomer, who "spoke Italian very well" (p. 136) . Optics and telescopes are, moreover, one of Vandelli's salient arguments, and the same eighth letter, which ended the long account of the journey and during the course of it extends, this time in a particularly technical way, on the properties of the various contemporary telescopes, which also constitute the subject of the only table included in the book, and that is the schematic sectional view of four telescopes (described, with reference to the illustrations, between pages 183 and 191). Particularly curious and original, to conclude, is the report, always made in the vicinity of Vienna (capital touched twice by Vandelli's journey) of the "manner in which the Germans make beer". Domenico Vandelli, born in Lavizzano Rangone in the Modena area (1691-1754) contrasted some considerations with Bianchi, and gave the complete catalog of the thirty-two Lincei. He corrected some errors by Bianchi, who, among other things, wanted the composer Cesi of the Telescope; but his main cure was to prove that Alessandro Tassoni had been Linceo; which was not. At the bottom of his booklet he reprinted the Praescriptiones of 1624. Carutti, a brief history of the Accademia dei lincei.

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